Ferruccio Parri, foto segnaletica

L'”anomalia” Ferruccio Parri nell’Italia dei regimi (serie: #GladioFiles)

Nel 1945 l’Italia vive due storie parallele: da un lato la marcia verso nord degli Alleati, con la liberazione di Milano, Genova e Torino tra il 23 e 25 aprile; dall’altro la mancata – e ormai abortita – defascistizzazione della burocrazia, con funzionari del vecchio regime “travasati” nell’amministrazione post-fascista, anche in ruoli di particolare rilievo: Pietro Badoglio, Mario Roatta, Giuseppe Pieche e Lorenzo Maroni sono in tal senso casi più che emblematici.

Eccidio Porzus&omicidio Aldo Moro

Di guerra civile partigiana, quel “tabù” madre della strategia della tensione (serie: #GladioFiles)

La Resistenza partigiana è stata (anche) una guerra civile: un aspetto al centro di un dibattito che Norberto Bobbio e Claudio Pavone hanno portato avanti, per lo più in privato, per oltre 50 anni. Per il fronte antifascista, o almeno una sua parte, è un vero e proprio tabù: perché a parlare di “guerra civile partigiana”, per decenni, sono quasi esclusivamente i (neo)fascisti. Non a torto.

Benito Mussolini e Pietro Badoglio

Principio di continuità, l’Italia dei fascisti “ripuliti” dall’antifascismo (serie: #GladioFiles)

Ucciso Mussolini, l’Italia del Comitato di Liberazione Nazionale ha un nuovo nemico da abbattere: i Savoia. Nonostante la partecipazione all’arresto del Duce, la famiglia reale è individuata come simbolo massimo della consegna dell’Italia al regime. Per questo Vittorio Emanuele III deve andarsene: ne sono convinti gli antifascisti italiani così come gli Stati Uniti. Ad appoggiare la Corona italiana, ora, c’è solo la Gran Bretagna.

caduta Mussolini - prima pagina Popolo d'Italia

25 luglio 1943: golpe al fascismo di una futura Repubblica anticomunista (serie: #GladioFiles)

Doveva essere una Norimberga italiana contro il Ventennio degli italiani brava gente, ma il maxiprocesso al fascismo si trasforma, dalla fine della Seconda guerra mondiale, in processi ai singoli membri del regime, fino a costituire un vero e proprio processo di rimozione, favorito dal nuovo assetto geopolitico internazionale in cui alla minaccia (neo)fascista viene sostituito l’anticomunismo. Un processo di rimozione che semina i germi della strategia della tensione

Odg Grandi: un golpe (burocratico) contro Mussolini?

Ordine del giorno Grandi”: è così che si chiama il documento che pone fine al potere del fascismo in Italia [videoricostruzione RaiScuola]. Di fatto è un colpo di Stato burocratico, mosso dall’interno del Gran Consiglio del fascismo[1] nella sua ultima riunione, il 25 luglio 1943 a Palazzo Venezia, Roma. Dopo 10 ore di riunione Benito Mussolini viene così destituito dal vertice del regime – e di conseguenza del Potere – fascista.

Omissis – il progetto

Omissis – il progetto

omissis: [dalla loc. latina cēteris rebus omĭssis ‘omesse le altre cose’. V. omesso ⁎
1869] s.m. Inv. ● si usa, nella trascrizione, nella riproduzione o nelle copie di
documenti, atti notarili e sim., per indicare l’omissione di parole o frasi tralasciate
perché non necessarie o ritenute segreti di Stato | (est.) parte omessa: una relazione
contenente troppi o.

(Zingarelli 2017)

Omesse le altre cose

Chi ha materialmente firmato gli accordi Stato-mafie? Quanto è durato il patto di non belligeranza con il terrorismo palestinese? Quanti colpi di Stato ci sono stati in Italia? Quanti golpe, nel mondo, hanno visto la partecipazione dell’Italia? Perché, pur dichiarandoci un Paese contrario alla guerra, l’industria militare è uno dei pilastri più potenti della nostra economia? Qual è stata la vera incidenza dell’operazione Gladio-P2 sullo sviluppo politico-economico dell’Italia?