Ferruccio Parri, foto segnaletica

L'”anomalia” Ferruccio Parri nell’Italia dei regimi (serie: #GladioFiles)

Nel 1945 l’Italia vive due storie parallele: da un lato la marcia verso nord degli Alleati, con la liberazione di Milano, Genova e Torino tra il 23 e 25 aprile; dall’altro la mancata – e ormai abortita – defascistizzazione della burocrazia, con funzionari del vecchio regime “travasati” nell’amministrazione post-fascista, anche in ruoli di particolare rilievo: Pietro Badoglio, Mario Roatta, Giuseppe Pieche e Lorenzo Maroni sono in tal senso casi più che emblematici.

Scacchi - Stati Uniti vs Unione Sovietica

Aprile 1944 – L’Italia atlantica e la svolta nella giovane Gladio (serie: #GladioFiles)

13 marzo 1944: l’Unione Sovietica riconosce il governo militare guidato dal maresciallo Pietro Badoglio: è il primo tra i Paesi Alleati a farlo.
La decisione di Mosca, interessata, si deve anche al lavoro diplomatico di Palmiro Togliatti, segretario del Pci rifugiato in Urss dal 1926 che, in accordo con Iosif Stalin – segretario del Pcus e Presidente del Consiglio dei ministri sovietico dal 1941 – torna in Italia nel 1943 con il compito di rafforzare i rapporti Cln-monarchia in funzione anti-britannica: l’obiettivo sovietico è evitare che nel vuoto di potere italiano la Gran Bretagna possa aumentare la propria influenza nel mar Mediterraneo. La pregiudiziale antimonarchica viene così congelata almeno fino alla fine della guerra.

Immagini olocausto con documento desecretato

Nel fallito “maxiprocesso” al fascismo il germe della strategia della tensione? (serie: #GladioFiles)

Del “maxiprocesso al fascismo” non rimane che l’intenzione.
Nei propositi degli Alleati, doveva essere un secondo processo di Norimberga [ilPost | StoriaXXISecolo] dopo quello tenuto contro il regime nazista tra novembre 1945 e ottobre 1946[1] e soprattutto contro il “meccanismo del terrore” del Reich: oltre 400 stragi – circa 15.000 le vittime – portato avanti contro partigiani italiani e popolazioni civili tra il 1943 ed il 1945.
La “Norimberga italiana” non verrà mai celebrata: senza nessuna spiegazione l’idea di un singolo, grande, processo al regime fascista viene smembrata e trasformata in una serie di processi minori che, perseguendo il principio del “colpire in alto e indulgere in basso”, avranno un impatto completamente diverso sulla stessa defascistizzazione della futura Repubblica Italiana.