• Armi d’Italia (1): compendio biografico non autorizzato

    Armi d’Italia (1) – compendio biografico non autorizzato

    Produrre armi sottraendo denaro (pubblico) destinato allo sviluppo economico dell’intero sistema industriale italiano: una scelta politica strategica con cui all’industria armiera italiana[1] – composta da meno di 2.500 aziende, con meno di 100.000 addetti e un peso dello 0,8% sul Pil nazionale[2] – sono destinati i tre quarti del budget necessario allo sviluppo dell’intero sistema industriale italiano, che per le sole piccole e medie imprese (92% del totale) registra 5,3 milioni di aziende, 15 milioni di addetti e, nel 2017, un fatturato di 2.000 miliardi di euro. Una scelta che porta a spendere 500.000 euro l’ora in armamenti (2,5 milioni per le forze armate) e grazie alla quale il settore…

  • Immagine rifiuti tossici per armi

    “Rifiuti tossici x armi”, quando l’Italia diventa trafficante di Stato

    Sversare e denaro: sono i termini di un accordo criminale che per almeno vent’anni – tra gli anni Settanta e gli anni Novanta – l’Italia ha firmato con regimi non democratici, Paesi poveri o in via di sviluppo su vecchie . Accordi che investono l’Africa e l’America Latina, l’Europa dell’est e il sud Italia, in cui muoiono di cancro le popolazioni e di pallottole i giornalisti che provano a raccontare. Accordi firmati da mafie e logge massoniche, imprenditori e istituzioni. Il tutto a partire da quel “disastro di Seveso” che .