• uranio impoverito, Difesa nega l'utilizzo

    Uranio impoverito, se lo Stato italiano fa guerra ai suoi stessi militari (Serie: #UnredactedFiles)

    366 morti e oltre 7.500 malati in circa 20 anni[1]: morire di uranio impoverito perché gestito senza le dovute precauzioni. È una parte, oggi di dominio pubblico ma poco reclamizzata, delle missioni militari italiane in Bosnia, Kosovo e Iraq. Missioni in cui mentre ai soldati statunitensi vengono fornite tute contro attacchi nucleari, batteriologici e chimici (“Nbc”, in gergo), le direttive per il contingente italiano si concentrano sul lavarsi spesso le mani. D’altronde nel 1999 è la stessa Nato a dichiarare che l’uranio impoverito ha un livello di radioattività «non superiore a quello di un orologio»[2]. Le morti, le denunce, i dati raccolti in questi anni raccontano una storia decisamente diversa.…

  • Armi d’Italia (3) – tra guerre e repressione, geopolitica dell’ItaliaComplice

    Armi d’Italia (3) – tra guerre e repressione, geopolitica dell’#ItaliaComplice

    -53,78%: è la diminuzione percentuale delle “Autorizzazioni per movimentazioni di materiali di armamento” concesse per l’esportazione di armi italiane tra il 2017 e il 2018, anno in cui la vendita all’estero di armi italiane frutta 5,246 miliardi di euro. 497 milioni investiti nello stesso periodo dall’Italia per l’importazione di armi (+65,70% rispetto al 2017). Come nel 2017, il 57,5% delle esportazioni è andato a Paesi non appartenenti all’Unione Europea né alla Nato, soprattutto verso Paesi del Medio Oriente o del Nord Africa (l’area Mena, 48,27%), seguita proprio dal blocco Ue/Nato (23,01%), dal forte incremento della richiesta dell’Asia – che passa dal 4,68% del 2017 al 21,58% del 2018 – e…