• Una donna indica, erroneamente, Donato Carretta come uno degli assassini dell'eccidio delle Fosse Ardeatine

    L’Epurazione ribaltata – punire i fascisti «danneggia la società italiana» (serie: #GladioFiles)

    Il 5 giugno 1944 Roma è libera. La capitale si aggiunge a Palermo e Napoli sotto l’amministrazione di Charles Poletti, passando dall’essere uno dei più feroci teatri di applicazione della “ritirata aggressiva” nazista – come dimostrano, su tutti, l’eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944) e la camera di tortura di via Tasso – a principale centro del sistema epurativo italiano: secondo “Italia libera”, giornale del Partito d’Azione, a due giorni dall’insediamento di Poletti nella capitale sono già stati processati 3.750 casi, tra cui il licenziamento di 1.700 agenti della polizia Africana italiana. Un dato non reale – il Corriere di Roma parla di 500 fascisti epurati in un mese…

  • Immagini olocausto con documento desecretato

    Nel fallito “maxiprocesso” al fascismo il germe della strategia della tensione? (serie: #GladioFiles)

    Del “maxiprocesso al fascismo” non rimane che l’intenzione.Nei propositi degli Alleati, doveva essere un secondo processo di Norimberga [ilPost | StoriaXXISecolo] dopo quello tenuto contro il regime nazista tra novembre 1945 e ottobre 1946[1] e soprattutto contro il “meccanismo del terrore” del Reich: oltre 400 stragi – circa 15.000 le vittime – portato avanti contro partigiani italiani e popolazioni civili tra il 1943 ed il 1945.La “Norimberga italiana” non verrà mai celebrata: senza nessuna spiegazione l’idea di un singolo, grande, processo al regime fascista viene smembrata e trasformata in una serie di processi minori che, perseguendo il principio del “colpire in alto e indulgere in basso”, avranno un impatto completamente…