Slow down&go deeper

Questo sito viene aggiornato senza alcuna periodicità. La ricerca Google per questa frase restituisce migliaia di pagine. ma quante fanno di questa frase un vero e proprio metodo di lavoro?

Slow down and go deeper, come dicono i sostenitori del “movimento” Slow News, nato nel 2011 « per un consumo critico dell’informazione»  da un’idea di Peter Laufer, giornalista e docente di giornalismo alla Oregon School of Journalism and Communication, che realizza anche lo “Slow News Manifesto“.

Viviamo in un’epoca di iperinformazione (ma è davvero sempre e solo un male?), un’epoca in cui possiamo seguire uno dei tanti canali all-news mentre dal nostro feed Facebook o Twitter salviamo – anche su appositi programmi – articoli da leggere in un secondo momento, che spesso accumuliamo in un imprecisato spazio di non-lettura. Possiamo fruire di una notizia ovunque, in qualunque momento e con qualunque supporto. Viviamo, cioè, in un’ epoca in cui l’informazione è quantità più che qualità , anche per la disabitudine dei lettori ad investire in qualità dell’informazione, tanto che spesso ci si ferma solo al titolo di un articolo. “What Isis Really Wants“, oltre 10.000 parole per l’articolo più letto del 2015 dimostra però che la qualità è, comunque, ancora molto richiesta.
 Rallentare e approfondire , slow down and go deeper, diventa una necessità tanto per i lettori quanto per i giornalisti, nel senso più ampio del termine.

Rallentare e approfondire sono anche le parole-chiave del metodo di lavoro del progetto “Omissis”: nessun aggiornamento a ciclo continuo; nessuna notizia della lunghezza di un tweet ma  approfondimenti a puntate; contesto, domande e ragionamento  nella piena libertà di non dover rispondere a nessun interesse – né politico né economico – se non quello della curiosità di chi legge (e di chi scrive). Perché nell’epoca in cui possiamo essere perennemente informati e la grande inchiesta è fruita negli stessi modi dei risultati delle partite,   il tempo che investiamo come consumatori, e produttori, di notizie acquista maggior valore. Perché impiegarlo male?