• Una donna indica, erroneamente, Donato Carretta come uno degli assassini dell'eccidio delle Fosse Ardeatine

    L’Epurazione ribaltata – punire i fascisti «danneggia la società italiana» (serie: #GladioFiles)

    Il 5 giugno 1944 Roma è libera. La capitale si aggiunge a Palermo e Napoli sotto l’amministrazione di Charles Poletti, passando dall’essere uno dei più feroci teatri di applicazione della “ritirata aggressiva” nazista – come dimostrano, su tutti, l’eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944) e la camera di tortura di via Tasso – a principale centro del sistema epurativo italiano: secondo “Italia libera”, giornale del Partito d’Azione, a due giorni dall’insediamento di Poletti nella capitale sono già stati processati 3.750 casi, tra cui il licenziamento di 1.700 agenti della polizia Africana italiana. Un dato non reale – il Corriere di Roma parla di 500 fascisti epurati in un mese…